«Fammi una pagina servizi» è la richiesta che tutti provano per prima quando collegano un assistente al sito, ed è anche quella su cui si fanno le aspettative più sbagliate. Quindi mettiamo subito il risultato in chiaro: l’assistente costruisce l’impalcatura — sezioni, righe, colonne, moduli, testi, con i colori e i caratteri veri del tuo sito — e ti risparmia l’ora di trascinamenti nel Visual Builder. Non ti consegna una pagina che puoi pubblicare senza guardarla.
Detto questo, l’impalcatura è quasi tutto il lavoro noioso. Vediamo come si ottiene e cosa resta da fare dopo.
Prima: fargli leggere il design del sito
Il passaggio che separa una pagina che sembra tua da una che sembra scaricata da un tema qualsiasi è questo, e quasi nessuno lo fa. Con Abilità IA l’assistente legge il sistema di design reale del sito Divi: la palette dei colori globali, i caratteri di titoli e testo, i preset già salvati per pulsanti e sezioni.
«Leggi il sistema di design del sito: palette dei colori, font di titoli e corpo testo, preset globali disponibili. Poi usali per tutto quello che costruirai.»
Da quel momento la pagina nuova nasce con i tuoi colori e i tuoi caratteri, non con l’azzurro predefinito di Divi. È anche il modo per evitare l’effetto «pagina generata dall’IA», che si riconosce a colpo d’occhio proprio perché usa un repertorio di stile che non c’entra con il resto del sito.
Poi: descrivere la struttura, non l’estetica
La richiesta funziona quando descrive cosa contiene la pagina e in che ordine, non quando prova a descrivere l’aspetto con aggettivi:
«Crea una pagina “Consulenza” con: sezione iniziale con titolo, sottotitolo e pulsante “Prenota una call”; sezione con tre colonne, una per ogni servizio, ciascuna con icona, titolo e due righe di testo; sezione con le domande frequenti; sezione finale con invito al contatto. Usa i colori e i font del sito. Prima fammi vedere la struttura che creeresti.»
Arriva l’anteprima della struttura — quante sezioni, quante righe, quali moduli e dove — e solo dopo la tua conferma la pagina viene costruita. Vale la pena saperlo: costruire una pagina significa scriverne l’intero contenuto, quindi l’operazione parte in simulazione per impostazione predefinita, e va sbloccata esplicitamente. Su una pagina che esiste già, quel comportamento è ciò che ti separa dal sovrascriverla per intero.
[SCREENSHOT: anteprima della struttura della pagina prima della costruzione]
Cosa resta da fare dopo, sempre
Tre cose, e non sono opzionali.
Aprire la pagina nel Visual Builder e guardarla. Spaziature, dimensioni dei titoli sul mobile, un’immagine che sborda: sono aggiustamenti da cinque minuti che a occhio si vedono subito e che nessuna descrizione a parole può anticipare.
Riscrivere i testi. I contenuti generati sono segnaposto ragionati, utili per vedere la pagina piena e capire se la struttura regge — non sono il tuo modo di parlare ai clienti. La pagina che vende la scrivi tu, o la fai scrivere a chi lo fa di mestiere.
Mettere le immagini vere. Che vanno caricate prima in libreria: l’assistente le collega, non le produce.
Dove questo metodo conviene davvero
Non su una home page, che è il pezzo su cui vale la pena spendere tempo e competenza. Conviene su tutto quello che è ripetitivo e numeroso: le venti pagine “servizio” costruite sullo stesso schema, le landing di campagna che hanno tutte la stessa ossatura, le pagine sede o filiale con blocchi identici e contenuti diversi. Lì il risparmio non è un’ora, sono giornate.
Ed è la stessa logica per cui, una volta costruite, quelle pagine si aggiornano in blocco: cambiando i testi senza aprire il builder o traducendole in un’altra lingua senza rifarle.
Per iniziare
Servono un sito Divi, il plugin Abilità IA e un assistente compatibile con MCP. Fai la prova su una pagina nuova in bozza, mai su una esistente: vedi come lavora, capisci quanto devi rifinire, e poi decidi su quali pagine ha senso usarlo davvero.

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