Tradurre un sito Divi in un’altra lingua senza rifare le pagine

di Giuseppe Marras | Ago 18, 2026 | Intelligenza Artificiale

Il preventivo per tradurre il sito in inglese arriva e sembra sproporzionato rispetto alla quantità di testo. Il motivo è che quasi nessuno sta pagando la traduzione: sta pagando la ricostruzione delle pagine. Su un sito fatto con Divi i testi non stanno in un campo unico, stanno dentro i moduli — un titolo qui, un paragrafo lì, l’etichetta di un pulsante, il testo di una scheda — e riportarli tradotti al posto giusto significa rifare la pagina nel Visual Builder, sezione per sezione.

Vediamo come si evita quel lavoro, mantenendo il layout identico all’originale.

Perché tradurre Divi costa più che tradurre un sito normale

In un articolo classico di WordPress il contenuto è un blocco solo: lo copi, lo traduci, lo incolli. In una pagina Divi lo stesso contenuto è distribuito in decine di moduli, ciascuno con i propri parametri di stile mescolati al testo. Da qui i due modi tradizionali di procedere, entrambi faticosi: duplicare la pagina e riscrivere ogni modulo a mano, oppure passare i file di traduzione a un plugin multilingua e poi correggere a mano tutto quello che il plugin non ha intercettato.

C’è anche un rischio concreto: mentre si lavora nel builder si sposta un margine, si perde un’animazione, si rompe una colonna. La versione tradotta finisce per non assomigliare più all’originale.

Il metodo: estrarre, tradurre, rimettere al loro posto

Con il plugin Abilità IA l’assistente collegato al sito legge la struttura della pagina e ne estrae solo i testi visibili, ognuno con il suo identificativo. Traduce quell’elenco e riscrive ciascun testo esattamente nella casella da cui è stato preso. Non tocca CSS, classi, immagini, spaziature, colori, animazioni: quei campi non entrano nemmeno nell’operazione.

«Duplica la pagina “Servizi” come bozza, poi traduci in inglese tutti i testi della copia mantenendo il tono professionale e lasciando invariati i nomi propri e il nome dell’azienda. Prima fammi vedere la tabella con testo originale e traduzione.»

Il risultato è una tabella con la frase italiana a sinistra e quella inglese a destra: la controlli, correggi quello che vuoi cambiare, confermi. Una pagina di media complessità si chiude in pochi minuti, e la copia tradotta ha lo stesso identico aspetto dell’originale perché è, letteralmente, la stessa pagina con altre parole dentro.

[SCREENSHOT: tabella con testi originali e traduzioni, prima della conferma]

Quello che serve comunque a parte

Onestà sui confini, perché qui si generano le aspettative sbagliate. Questo metodo traduce i contenuti; non costruisce l’impianto multilingua. Per avere URL separate per lingua, il selettore di bandierine, i menu tradotti e i tag hreflang corretti serve comunque un plugin multilingua (Polylang, WPML o equivalente). La divisione dei compiti funziona bene: il plugin multilingua gestisce la struttura, l’assistente riempie le pagine.

Da sistemare dopo, in ogni caso: i menu di navigazione, i testi delle form di contatto, e i titoli SEO e le meta description nella nuova lingua — che vanno scritti per quella lingua, non tradotti alla lettera.

Il controllo finale che non puoi saltare

Due cose vanno guardate con gli occhi, sempre. La prima è la lunghezza: il tedesco è mediamente più lungo dell’italiano, l’inglese più corto, e un pulsante tarato sulla parola italiana può andare a capo o sbordare. La seconda è la revisione madrelingua sulle pagine che vendono: home, pagina servizi, pagine prodotto. La traduzione automatica di oggi è buona, ma «buona» su una pagina che deve convincere non basta, e la differenza la sente chi legge nella propria lingua.

Per iniziare

Serve un sito Divi, il plugin Abilità IA e un assistente compatibile con MCP. Parti da una pagina secondaria e non dalla home: vedi il risultato, capisci quanto ti serve intervenire a mano, e solo dopo passi alle pagine importanti. La stessa tecnica, senza la parte di traduzione, è quella che permette di modificare i testi di un sito Divi in blocco senza aprire il Visual Builder.

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