Gli alt text (i testi alternativi delle immagini) servono a due cose: rendono il sito accessibile a chi usa uno screen reader e dicono a Google cosa c’è nelle immagini. Su quasi tutti i siti con qualche anno di vita, la situazione è la stessa: centinaia di immagini caricate di fretta, alt text vuoto. E sistemarli a mano significa aprire la libreria media un’immagine alla volta, guardarla, descriverla, salvare.
[VIDEO: alt-text-in-blocco]
Il punto che i tool tradizionali non risolvono
I plugin che “generano gli alt automaticamente” di solito riciclano il nome del file o il titolo dell’articolo: da IMG_4521.jpg ottieni un alt inutile. Per scrivere un alt sensato bisogna guardare l’immagine. Ed è esattamente quello che un assistente IA moderno sa fare: vede la foto e la descrive.
Come funziona con l’IA collegata al sito
Con Abilità IA il flusso è in tre passi:
- L’assistente interroga la libreria media e ti dice quante immagini non hanno alt text (spesso il numero sorprende).
- Guarda le immagini a gruppi e propone per ciascuna una descrizione breve e concreta, nella lingua del sito.
- Alla conferma, scrive gli alt in blocco — decine per volta — solo sulle immagini che ne sono prive, senza toccare quelle già compilate a mano.
La richiesta iniziale è una frase:
«Quante immagini del sito non hanno alt text? Partiamo dalle 30 più recenti: guardale e proponimi le descrizioni in italiano, poi le riviediamo insieme prima di salvarle.»
[SCREENSHOT: elenco immagini senza alt e proposte di descrizione]
Perché farlo a lotti e non tutto in una notte
Su una libreria da mille immagini conviene procedere a sessioni da qualche decina: ti permette di rileggere le descrizioni proposte (qualcuna vorrai sempre aggiustarla — l’IA descrive quello che vede, ma il contesto commerciale lo conosci tu) e di non trattare il sito come un nastro trasportatore. La modalità “solo dove manca” rende ogni sessione ripetibile senza rischio di sovrascrivere lavoro già fatto.
Cosa ci guadagni concretamente
Accessibilità: con le normative europee sull’accessibilità digitale ormai operative, gli alt mancanti sono tra i rilievi più frequenti negli audit. SEO: le immagini con alt descrittivo possono comparire in Google Immagini e rafforzano la pertinenza della pagina. Ordine: una libreria media descritta è anche più facile da cercare dall’amministrazione.
Per iniziare
Serve WordPress, il plugin Abilità IA e un assistente compatibile MCP (Claude, ChatGPT e simili). È una delle attività a miglior rapporto risultato/fatica dell’intero sito: qui trovi anche come modificare i testi in blocco con lo stesso metodo.

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